Lo scrittore russo contemporaneo Aleksandr Skorobogatov: recensioni del romanzo Vera e di altre opere

Ad aprile 2011, la casa editrice Edizioni E/O ha pubblicato la traduzione del romanzo «Vera»* dello scrittore russo contemporaneo Aleksandr Skorobogatov, prima traduzione italiana di un’opera di questo autore. Per consentirvi di approfondire la conoscenza di questo rappresentante della letteratura russa contemporanea, non ancora conosciuto in Italia, vi proponiamo una selezione di citazioni tratte dalle recensioni dei libri di Aleksandr Skorobogatov nella stampa straniera.

De Standaard der Letteren:
Aleksandr Skorobogatov è da annoverare fra gli autori russi post-comunisti più interessanti.

Znamya:
Aleksandr Skorobogatov è un autore formidabile.

De Morgen:
A Mosca e nel mondo occidentale Aleksandr Skorobogatov è osannato come un’assoluta scoperta.

Le Figaro Livres:
Un grande romanzo russo il cui protagonista è un marito torturato dal demone della gelosia. (…) Con questo splendido romanzo tragico, Skorobogatov s’iscrive nella grande tradizione russa.

Gazet van Antwerpen:
Qualche volta, ma molto di rado, un romanzo o un racconto di un perfetto sconosciuto dà prova di inattesa genialità. La sorpresa è talmente grande, che una seconda lettura del libro s’impone, questa volta con lo sguardo preparato dell’iniziato. Il romanzo «Vera»*, dell’autore bielorusso Aleksandr Skorobogatov, è uno di quei rari, veramente straordinari romanzi d’esordio.

NRC Handelsblad:
Era da tanto ormai che un’opera russa così originale non raggiungeva la nostra area linguistica. È un sollievo, dopo l’egemonia della banalità e dell’indifferenza morale in cui sembra versare la letteratura russa di questo periodo, poter essere condotti verso altri luoghi dell’esistenza umana.

Le Magazine des Livres :
Aleksandr Skorobogatov ci invita ad assistere a un tragico vaudeville, dove l’amore, guidato dal fuoco della gelosia, trasforma qualsiasi illusione in prova e qualsiasi benevolenza in tradimento. Il miglior amico del protagonista non è altro che il suo peggior nemico: se stesso con le sue allucinazioni. Siamo testimoni di una discesa inarrestabile verso la follia, orchestrata da dialoghi insensati con “l’eventuale”. È qui che risiede la forza del testo, un testo che si concede tutti i punti di vista e che flirta con quel macabro assurdo riconoscibilissimo nella letteratura russa.

Knack:
Quello di Skorobogatov è in primis un esercizio dalla bellezza quasi classica.

Matricule des Anges:
Aleksandr Skorobogatov ha messo in scena un’immersione sottile nei deliri del suo personaggio, lasciando al lettore pochi istanti per prendere qualche breve boccata d’aria. Quanto basta per toccare con mano la fragile frontiera fra la realtà che sfugge a Nikolaï e le immagini da lui prodotte così urlanti di verità.

De Morgen:
Mentre lo leggevo in alcuni punti mi ha fatto ripensare al racconto Diario di un pazzo di Nikolaj Gogol. Splendido comunque come in entrambi i casi il racconto deragli a tratti nel delirante, con o senza retroscena religioso. Gogol quindi e in alcuni dettagli laconicamente e spietatamente piacevoli forse persino un accenno de L’uccello dipinto di Jerzy Kosinski.

Gonzo Circus:
Un romanzo d’esordio sorprendentemente ben fatto.

WUZ.it:
Ritratto ipnotico di un marito geloso e di una moglie che sembra offrirsi come vittima volontaria. [ more ]

Le Nouvel Observateur – BibliObs:
Quando si parla di donne umiliate, si pensa subito alle donne afgane, alle tailandesi, alle somale, ecc. Ma che dire delle donne russe? (…) Un romanzo piuttosto distaccato e dei personaggi toccanti che ci mostrano uno spaccato di questa realtà sovietica di cui, in definitiva, si parla poco spesso.

Gazet van Antwerpen:
Un anno fa «Vera» ha ottenuto un prestigioso premio a Mosca e il giovane scrittore è divenuto una stella in ascesa del firmamento letterario.

Het Laatste Nieuws:
Non appena cominci a leggere «Vera» capisci il perché di quel premio. È una bellissima storia che ti afferra immediatamente al collo (e ad essere sinceri anche in altre parti del corpo) e non ti lascia più. È scritta con uno stile essenziale e puntinistico in una lingua che non conosce dettagli superflui. Come nella musica minimalista, le ripetizioni mirano a suscitare nel lettore sempre più paura. Ne risulta un racconto di assoluta forza. Questo giovane dio sa intrigare il suo lettore con un malvagio racconto voyeuristico. Il lettore diventa quasi complice del fatale epilogo.

Algemeen Dagblad:
Quello che l’autore mostra con questa storia, è che decenni di censura e di letteratura realistico-sociale non sono sufficienti per estirpare definitivamente la forza d’animo del singolo. Per i russi c’è ancora speranza.

NRC Handelsblad:
E ciò che in assoluto più ci colpisce positivamente è il fatto che Skorobogatov non soltanto tocca temi diversi dai suoi colleghi scrittori ma che scrive anche straordinariamente bene.

Focus Knack:
Un romanzo dello scrittore bielorusso di Anversa che si legge come una visione terrificante e che ti trae in inganno come un film di David Lynch. Grande letteratura, un grande autore.

Het Laatste Nieuws:
Assolutamente unico nel panorama letterario russo in generale e in quello degli ultimi anni in particolare.

NRC Handelsblad:
Ho letto «Vera» tutto d’un fiato e anche dopo averlo finito sono rimasto impigliato nella sua morsa.

Lektuurgids:
Una storia russa alla Edgar Allan Poe, scritta in maniera sublime e mozzafiato.

Het Laatste Nieuws:
Anche a una prima e rapida lettura deve essere chiaro a tutti che qui non è all’opera solo uno scrittore di prosa, ma anche un futuro sceneggiatore. È un racconto che sa di sceneggiatura cinematografica, con un’atmosfera degna di un Polanski.

Gierik/NVT:
Questo è in assoluto uno dei libri più sorprendenti che io abbia mai letto.

Page des Libraires:
L’autore di origini russe, A. Skorobogatov, ha scritto quello che potrebbe diventare una nuova L’Horla.

Femina Magazine (Svizzera):
Questo avvincente monologo interiore evoca l’assurdità dei migliori scrittori dell’Est. Un piccolo capolavoro dell’assurdo e del noir.

Gazet van Antwerpen:
Il suo nuovo romanzo Audientie bij de vorst, pubblicato di recente, ne conferma l’eccezionale talento, già delineatosi con il suo romanzo d’esordio «Vera». Una delle opere letterarie più sorprendenti degli ultimi tempi.

Vrijzinnige lezer:
Un lavoro splendido che coniuga la grande tradizione russa e le conquiste del romanzo europeo moderno.

Kreatief:
Con Audiëntie bij de vorst Skorobogatov ha scritto un romanzo tanto singolare quanto oscuro, con un respiro da thriller. L’autore mostra l’uomo come un burattino in mano a forze su cui non esercita alcun controllo riallacciandosi, così, al suo più illustre connazionale Dostojevski.

Gazet van Antwerpen:
Aleksandr Skorobogatov “porta avanti in maniera moderna e convincente la grande tradizione letteraria della Russia ortodossa ottocentesca di Dostoevskij e Gogol”.

Yunost:
Il racconto The Executioner prima o poi entrerà a far parte di un’antologia delle migliori opere letterarie del nostro secolo.

Druzhba narodov:
A mio parere il miglior romanzo dello scorso anno è stato pubblicato nella collana Original della casa editrice Olma, si tratta del romanzo Earth without Water di Aleksandr Skorobogatov. La mia sensazione è che il romanzo di Aleksandr Skorobogatov affronta i temi tradizionali della letteratura russa con quella stessa finezza che ha permesso ai suoi rappresentanti di portarla a essere considerata grandissima letteratura.

Ezhenedelnyj jurnal:
Ecco qui l’ennesimo successo di fila della collana “non commerciale” di Olma-Press, senza alcun dubbio letteratura di prima categoria. Metto tra timide virgolette la definizione di “non commerciale” poiché implica la connotazione di “non facile da leggere, non avvincente”. Ma Earth without Water ti trascina con una forza mai vista, come un vortice, un po’ in contraddizione con il titolo.

Literaturnaja Rossia:
Era da tanto, tantissimo tempo che non leggevo un romanzo da cui sono riuscito a liberarmi soltanto dopo aver girato l’ultima pagina. Forte, intenso, drammatico e… amaro. Un libro meraviglioso!

Druzhba narodov:
Un romanzo caparbiamente interessante.

Novy Mir :
Impressione: la più forte.

De Standaard der Letteren:
Dire che Aarde zonder water si lascia leggere come un thriller non rende giustizia al lavoro di Aleksandr Skorobogatov. Sì, questo libro ti trascina con sé dalla prima all’ultima pagina. Sì, è scritto ottimamente, con molta ironia, humour nero, ma è anche una storia a più strati e con un messaggio elaborato in maniera sottile. È un ritratto allucinante della Russia di oggi, ma le pulsioni, le passioni e la vigliaccheria dei personaggi sono universali.

Nieuw Vlaams Tijdschrift:
Skorobogatov lo si legge tutto d’un fiato.

Het Laatste Nieuws:
In breve: un grande talento. Uno da tenere d’occhio.

Gazet van Antwerpen:
Sarebbe stato un po’ più semplice se si fosse chiamato semplicemente Peeters o Smith, ma non è andata così: Aleksandr Skorobogatov è un nome da tenere a mente.

* «Vera» è l’adattamento italiano del titolo originale del romanzo «Sergeant Bertrand».