Lo scrittore russo contemporaneo Aleksandr Skorobogatov: rassegna stampa, biografia e opere in breve

Sono nato nel 1963 a Grodno, una cittadina bielorussa vicino al confine con la Polonia. Ho studiato cinema e teatro all’Istituto statale bielorusso per il teatro e le arti figurative, l’attuale Accademia bielorussa di Belle Arti (Minsk, Bielorussia), teologia presso l’Istituto di teologia ortodossa San Sergio (Parigi, Francia) e mi sono laureato presso l’Istituto di Letteratura Gorkij (Mosca, Russia).

Sergeant Bertrand, Dedalus, 1992

Sergeant Bertrand,
Dedalus, 1992

La decisione di fare lo scrittore è arrivata relativamente presto: avevo 18-19 anni e studiavo ancora teatro. Per dedicarmi completamente alla scrittura, lasciai la scuola d’arte drammatica nella speranza di diventare in pochi mesi uno scrittore a tempo pieno. È strano e al contempo mi commuove ripensare a questa convinzione infantile secondo cui tutto sarebbe andato a finire nel migliore dei modi e i miei testi sarebbero stati pubblicati senza necessità di vendere la mia anima massimalista e sottostare a giochetti ideologici. Tuttavia, era l’ultimo periodo dell’epoca sovietica con la sua gloria e gli sfarzi finali e l’enorme Bielorussia contava per la precisione un’unica casa editrice di stato e altrettante riviste letterarie, i miei sogni erano incredibilmente irrealistici, ma giustificabili, considerata la mia giovane età e il carico di fiducia, autoconvinzione e naturalmente immensa ingenuità che essa comporta.

Il ridimensionamento non si fece attendere a lungo. In una conversazione a quattr’occhi, un redattore di quell’unica rivista letteraria si lasciò sfuggire che, sebbene i miei testi fossero sufficientemente ben scritti per essere pubblicati, la cosa non si sarebbe mai verificata: erano troppo “diversi”, ideologicamente inaccettabili e politicamente scorretti. Se volevo avere la possibilità di essere pubblicato, avrei dovuto cambiare “il mio stile e i miei punti di vista”, un consiglio che negli anni a seguire avrei ricevuto fin troppo spesso e che non avevo alcuna intenzione di seguire.

Audiëntie bij de vorst, Manteau, 1994

Audiëntie bij de vorst,
Manteau, 1994

Torniamo alla realtà: dovevo cercarmi un lavoro. Scrivere è un’occupazione che porta via molto tempo, persino per un diciannovenne, perciò cercavo un lavoro che avesse un orario quanto più breve possibile, e l’impresa si rivelò non semplice.

Mi feci sfuggire un impiego innegabilmente avvincente presso il locale ufficio postale (un paio d’ore di lavoro al mattino presto), perché il caporeparto riteneva che la mia presenza fosse troppo frivola per questa funzione pubblica di grande responsabilità. In quell’epoca strana, il mio unico paio di jeans era un simbolo inequivocabile del marciume dell’Occidente, per non parlare dei miei capelli lunghi… Beh, con esattezza non lo so che cosa stessero a simboleggiare, ma è indubbio che si trattasse di un simbolo negativo.

Alla fine trovai lavoro in un circo (tre ore tutte le sere) e successivamente, quando il circo improvvisamente passò a tre spettacoli al giorno (il che equivaleva ad almeno nove ore di lavoro e quindi non mi lasciava tempo da dedicare alla mia amata scrittura e alla mia bellissima ragazza), riuscii a trovare un altro lavoro affascinante, che mi permetteva di avere quasi tutta la giornata a disposizione. Fui assunto come guardiano notturno in un asilo nido, ma dopo alcuni mesi mi licenziarono per le mie continue assenze sul lavoro. Le notti in quell’asilo gigantesco e deserto erano troppo lunghe e incredibilmente angoscianti. D’altra parte, durante quelle notti avevo cose molto più interessanti da fare che mettermi a cercare un posto sicuro dove potermi nascondere da eventuali ladri.

Earth Without Water, Olma-Press, 2002

Earth Without Water,
Olma-Press, 2002

Avevo la fortuna di essere uno studente del celebre Istituto di Letteratura Gorkij (Mosca), unico nel suo genere e a quei tempi molto probabilmente l’istituzione di formazione superiore più liberale dell’Unione Sovietica, una vera e propria fucina di futuri scrittori, poeti, drammaturghi, ecc. Già allora vedevo chiaramente come stavano le cose: la mia decisione di non diventare l’ennesimo conformista che scrive significava che non avrei mai visto pubblicata una sola parola e che per il resto della vita avrei dovuto scrivere “per il cassetto”. Un’espressione triste per spiegare la consapevolezza di uno scrittore la cui opera non sarà mai pubblicata per una qualsiasi motivazione ideologica e che rimarrà per sempre in un cassetto della scrivania. All’Istituto Gorkij quantomeno non ero l’unico con questa entusiasmante prospettiva davanti e, inoltre, la vita nella metropoli era in tutti i sensi più libera che in provincia.

Cominciai a lavorare come giornalista per la radio nazionale e subito dopo (1989) uscì il mio racconto The Executioner (Il carnefice) nella rivista letteraria “di spessore” più popolare dell’epoca: Yunost, con la tiratura alquanto incredibile di 3.100.000 copie. Suppongo, quindi, che il 1989 possa essere in qualche modo considerato come il debutto ufficiale della mia “carriera” letteraria. A proposito di questa mia prima pubblicazione Yunost nel 1995 scrisse il seguente generoso giudizio: “Il racconto The Executioner (Il carnefice) prima o poi entrerà a far parte di un’antologia delle migliori opere letterarie del nostro secolo”. La cosa strana è che 5 anni prima di essere pronunciata, questa profezia si era già avverata: la casa editrice moscovita Russkij Yazyk aveva, infatti, incluso The Executioner (Il carnefice)nella sua antologia di racconti russi del XX secolo.

Earth Without Water, The House of Books, 2002

Earth Without Water,
The House of Books, 2002

Oggi vivo ad Anversa e secondo il quotidiano belga De Standaard sono l’unico scrittore slavo in questo splendido paese. Sono membro del centro fiammingo PEN e faccio lo scrittore a tempo pieno. Alcuni sogni, quindi, si avverano, anche se l’aver perso quasi dieci anni della mia vita di autore per colpa delle stranezze del regime sovietico è per me ancora oggi fonte di sofferenza. E per quanto il mio caso non sia neppure lontanamente paragonabile al tragico destino di altri miei colleghi, gli anni perduti non tornano più, e continuo ancora a considerarli una privazione ingiusta e dolorosa.

Oltre a numerosi racconti, saggi, a un’opera teatrale ecc. ho all’attivo cinque romanzi: Vera* (due diverse versioni, nel 1991 e nel 2004), Audience with the Sovereign (Udienza con il sovrano) (1994), Earth without Water (Terra senz’acqua) (anche in questo caso due versioni: 1997 e 2002), Cocaine (Cocaina) (2003) e  Portrait of an Unknown Girl (Ritratto di una giovane sconosciuta) (2008).

Sergeant Bertrand, The House of Books, 2004

Sergeant Bertrand,
The House of Books, 2004

Nel 1991 Vera* ha vinto un prestigioso premio come “Miglior romanzo dell’anno”, assegnato dalla rivista Yunost (Yunost, Mosca, 1991, 999.000 copie), nel 1992 è stato pubblicato in traduzione neerlandese dalla casa editrice Dedalus (Antwerpen-Amsterdam, isbn 90-5281-071-0) e nel 2004 le edizioni The House of Books hanno presentato la nuova versione del romanzo (Antwerpen-Vianen, isbn 90-443-0868-8).

Il romanzo è stato accolto molto positivamente. Il quotidiano di Anversa Gazet van Antwerpen ha scritto: “Qualche volta, ma molto di rado, un romanzo o un racconto di un perfetto sconosciuto dà prova di inattesa genialità. (…) Vera (Sergeant Bertrand), dell’autore bielorusso Aleksandr Skorobogatov, è uno di quei rari, veramente straordinari romanzi d’esordio”. “Era da tanto ormai che un’opera russa così originale non raggiungeva la nostra area linguistica. E ciò che in assoluto più ci colpisce positivamente è il fatto che Skorobogatov non soltanto tocca temi diversi dai suoi colleghi scrittori ma che scrive anche straordinariamente bene. Ho lettoVera (Sergeant Bertrand) tutto d’un fiato e anche dopo averlo finito sono rimasto impigliato nella sua morsa,” è il giudizio del quotidiano olandese NRC Handelsblad.

Het Laatste Nieuws, Belgio: “Assolutamente unico nel panorama letterario russo in generale e in quello degli ultimi anni in particolare. È una bellissima storia che ti afferra immediatamente al collo (e ad essere sinceri anche in altre parti del corpo) e non ti lascia più. È un racconto che sa di sceneggiatura cinematografica, con un’atmosfera degna di un Polanski”. “Aleksandr Skorobogatov è da annoverare fra gli autori russi post-comunisti più interessanti” (De Standaard der Letteren).

Véra, Editions Autrement, 2009

Véra,
Editions Autrement, 2009

Nel 2002 una delle maggiori case editrici russe, Olma-Press, ha pubblicato il mio romanzo Earth without Water (Terra senz’acqua, Mosca, isbn 5 224 03748 4). Il romanzo è uscito nella collana Original, uno dei progetti letterari più prestigiosi e degni di nota degli ultimi anni in Russia, dedicato alle novità nella narrativa russa moderna di qualità e non convenzionale.

Sempre nel 2002 è stato pubblicato Earth without Water (Terra senz’acqua) in lingua neerlandese da The house of Books (Antwerpen-Vianen, isbn 90 443 0615 4), la prima divisione editoriale nell’area linguistica neerlandese (Belgio e Paesi Bassi) della multinazionale multimediale Bertelsmann.

E anche in questo caso la stampa si è dimostrata particolarmente benevola nei miei confronti. “Era da tanto, tantissimo tempo che non leggevo un romanzo da cui sono riuscito a liberarmi soltanto dopo aver girato l’ultima pagina. Forte, intenso, drammatico e… amaro. Un libro meraviglioso!” (Literaturnaja Rossia, Mosca). “Senza alcun dubbio letteratura di categoria A” (Ezhenedelnyj jurnal, Mosca).

Ο διαβολικός λοχαγός Μπερτράν, Kastaniotis Editions, 2013

Ο διαβολικός λοχαγός Μπερτράν,
Kastaniotis Editions, 2013

L’autorevole rivista letteraria Druzhba narodov ha eletto Earth without Water (Terra senz’acqua) il miglior romanzo dell’anno, osservando, altresì, che: “Il romanzo di Aleksandr Skorobogatov affronta i temi tradizionali della letteratura russa con quella stessa finezza che ha permesso ai suoi rappresentanti di portarla a essere considerata grandissima letteratura.” In occasione dell’uscita del romanzo, Znamya (Mosca) annunciava: “Aleksandr Skorobogatov è un autore formidabile”. Johan Depoortere ne De Standaard der Letteren ha scritto: “Sì, questo libro ti trascina con sé dalla prima all’ultima pagina. Sì, è scritto ottimamente, con molta ironia, humour nero ma è anche una storia a più strati e con un messaggio elaborato in maniera sottile. È un ritratto allucinante della Russia di oggi, ma le pulsioni, le passioni e la vigliaccheria dei personaggi sono universali.” [ fare clic qui per approfondimenti sulla rassegna ].

Oltre a Earth without Water (Terra senz’acqua) e Vera*, anche il mio romanzo Audience with the Sovereign (Udienza con il sovrano) è stato pubblicato in russo (1995) e in neerlandese (1994).

Nel 2003 è uscito su quella che attualmente è la principale rivista letteraria russa Znamya (Mosca) il mio romanzo Cocaina. Del 2008 è la mia ultima fatica Portrait of an Unknown Girl (Ritratto di una giovane sconosciuta) (Ural, Russia).

Vera, Edizioni E/O, 2011

Vera,
Edizioni E/O, 2011

La prima traduzione francese del libro è stata pubblicata a marzo 2009. La casa editrice parigina Editions Autrement ha pubblicato la traduzione francese del mio romanzo d’esordio Vera. La versione francese, che ha un titolo adattato – Véra – è disponibile in Francia, Canada, Svizzera e Belgio (Aleksandr Skorobogatov, Véra, Editions Autrement, EAN13 9782746712645, ISBN 2746712644).

Nell’autunno del 2011 è prevista l’uscita di Vera in Grecia, a cura di una delle più stimate case editrici del paese, la Kastaniotis Editions (Atene), con la traduzione di Alexandra Ioannidou (Αλεξάνδρα Ιωαννίδου) (Αλεξάντρ Σκορομπογκάτοφ, ‘Λοχαγός Μπερτράν’, Εκδόσεις Καστανιώτη, Αθήνα, 2010, ISBN 978-960-03-5037-1).

Sempre nel 2011 esce la traduzione italiana di Vera, a cura dell’autorevole casa editrice Edizioni E/O (Aleksandr Skorobogatov, Vera, Edizioni E/O, Roma, 2011, ISBN 9788876419188).

I diritti per il Portogallo sono stati acquistati da Estrofes & Versos (Lisbona).

I diritti sui miei romanzi sono stati venduti (o sono attualmente in vendita) a case editrici in Belgio, Germania, Francia, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Russia.

* «Vera» è l’adattamento italiano del titolo originale del romanzo «Sergeant Bertrand».